Premio Mario e Giuseppe Francese, il ricordo di un giornalista con la schiena dritta
Premio Mario e Giuseppe Francese – Il Centenario di un Eroe
«La mia speranza è che anche a voi ragazzi venga voglia raccontare questa città. Giuseppe Francese, in particolare, mi ha insegnato che bisogna guarda tutti i dettagli utili per capire» –Salvo Palazzolo
Il 6 Febbraio 2025 si è svolta al Teatro Politeama di Palermo l’edizione speciale del Premio Mario e Giuseppe Francese, tenuta in onore del centenario della nascita del cronista del Giornale di Sicilia, assassinato dalla mafia il 26 gennaio 1979. Dato che io ho avuto l’onore di partecipare, ho deciso di riportare questo evento in un articolo, per rendere partecipi anche quelli che non hanno avuto questa opportunità.
Il suo momento conclusivo è stata la cerimonia di premiazione, organizzata come ogni altro anno grazie alla collaborazione dell’Ordine dei giornalisti Sicilia, del Comune di Palermo, del gruppo Giornale di Sicilia, dell’Associazione Uomini del Colorado, con il patrocinio del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, e presentata da Lidia Tilotta e Tiziana Martorana, giornaliste della Tgr Rai.
Le Premiazioni
A vincere il premio tra gli studenti è stato il cortometraggio Luoghi, prodotto dall’Istituto tecnico Vittorio Emanuele III di Palermo, che tra tutti gli altri ha colpito i giornalisti per la grande sensibilità con cui viene affrontato il tema dell’integrazione, prendendo come esempio le storie dei loro stessi coetanei.
Sempre nell’ambito dello Spazio scuola del Premio, menzioni speciali per il liceo Galileo Galilei di Palermo, per il cortometraggio 250 metri lunghi 37 anni, per il Liceo Filippo Lussana di Bergamo, per il cortometraggio Borsellino: l’uomo, il giudice, l’eroe, per l’Istituto Carlo Alberto Dalla Chiesa di Partinico per l’articolo Le due dighe della memoria: Danilo Dolci e Mario Francese, testimoni di giustizia e cambiamento in Sicilia.
Sono stati premiati anche tre giornalisti: Luciana Esposito, fondatrice e direttrice di Napolitan.it, Filippo Passantino dell’agenzia Sir (Servizio informazione religiosa), impegnato nel progetto editoriale e sociale de Il Mediterraneo 24 a pari merito, e infine Salvo Palazzolo, inviato del quotidiano La Repubblica, recentemente finito sotto scorta.
Studenti diventano giornalisti
Alla cerimonia ha preso parte, oltre che ad altri giornalisti e magistrati anche Giulio Francese, figlio di Mario nonché ex presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia. Gli studenti si sono alternati sul palco ponendogli diverse domande, tra i quali alcuni alunni dell’Istituto di Istruzione Superiore G. D’Alessandro di Bagheria, la cui curiosità mirava alle particolarità del giornalismo e alla difficoltà di quel mestiere.
Alcune domande sono state poste anche al procuratore Maurizio De Lucia, lui ha risposto con gran piacere:
“Procuratore De Lucia, durante la sua carriera ha mai pensato di abbandonare tutto quando si è trovato di fronte ad una situazione abbastanza complessa da affrontare?”
“Qui tutti i giorni ci troviamo davanti a situazioni complesse; quindi ti direi di no, fa parte del nostro mestiere”
“Mario Francese ha raccontato la Mafia in un momento in cui molti facevano finta di non vederla. Oggi di mafia si parla meno rispetto a ieri: secondo lei è perchè l’abbiamo sconfitta o perchè abbiamo smesso di guardarla negli occhi?”
“Mario Francese è un testimone importante di un momento in cui pochissimi parlavano di mafia, per questo il valore del suo lavoro deve essere continuamente apprezzato. In quegli anni non si facevano processi di mafia e soltanto alcuni giornalisti ne parlavano. ”
A cura di Cocuzza Melissa