Piccoli campioni a Scuola, la lottatrice Asia Culletta

Terzo appuntamento con Asia Culletta.
Da una passione iniziata a sette anni per il taekwondo questa giovane atleta ha costruito una
carriera basata su impegno, sacrificio e determinazione. Con l’obiettivo di
arrivare alle Olimpiadi, il suo cammino è  stato segnato da sfide, emozioni intense e il
sostegno della sua famiglia. Una storia di perseveranza che ispira chiunque
sogni di raggiungere i propri obiettivi.
Grande Lottatrice dentro e fuori il quadrato


Asia Culletta dichiara: “Ho iniziato a praticare questo sport quando avevo solo 7
anni. Dopo un anno ho deciso di fare una pausa ma a 12 anni ho ripreso con
ancora più determinazione. È stato allora che ho capito davvero che questo sport
era la mia passione. Il momento in cui ho capito che volevo diventare un atleta
professionista è stato subito dopo aver vinto la mia prima gara e la
soddisfazione di vincere, dopo tutto l’impegno e la costanza, è qualcosa che non
ha prezzo. È stato quel momento che mi ha fatto capire che volevo proseguire su
questa strada. Il mio principale modello di ispirazione è mio padre perché è
stato lui a trasmettermi l’amore per questo sport e continuo a guardare a lui come
esempio di dedizione e passione. La mia routine di allenamento è abbastanza
intensa, ogni giorno mi alzo alle 6:30 , finita la scuola  comincia con il riscaldamento: una
corsa, stretching muscolare e combattimento. Dopo mi concentro su tecniche di
combattimento o esercizi per aumentare la forza e perfezionare la mia tecnica.
La preparazione mentale è fondamentale. Per me, la parte più difficile dello
sport è proprio quella mentale. È la mente che ti spinge ad andare avanti,
soprattutto nei momenti in cui pensi di non farcela, ed è grazie alla forza
mentale che riesci a non mollare mai. Non seguo una dieta specifica, ma cerco
di mangiare sano, anche se non sempre è facile. Cerco di fare scelte alimentari
intelligenti per supportare il mio allenamento, ma senza essere troppo rigida.
L’aspetto più difficile del mio allenamento? È senza dubbio combattere la
stanchezza. Dare il massimo anche quando sento dolore in ogni muscolo e la
fatica mi opprime. Non è mai facile, ma è proprio questo che mi fa crescere. Il
momento più emozionante della mia carriera è stato al campionato italiano a
Caorle  quando ho vinto la finale. È stato incredibile capire che avevo vinto la
mia prima gara nazionale. Quando il match è finito, l’emozione è stata talmente
forte che non sono riuscita a trattenere le lacrime. Subito dopo sono corsa dal
mio allenatore per abbracciarlo, un momento che non dimenticherò mai.
Fortunatamente, non ho mai avuto un infortunio grave ma ci sono stati momenti
in cui mi sono sentita come se non riuscissi più a fare nulla, e ho pensato di
lasciare,  ma con la costanza, il supporto dei miei allenatori e della mia famiglia,
sono sempre riuscita a superare questi momenti di difficoltà. Una delle gare più
difficili è stata la Coppa Italia dove non sono riuscita a gestire le mie emozioni
durante un combattimento. Quella gara mi ha insegnato molto, mi ha aiutato a
crescere sia a livello tecnico che mentale. Non ottenere il risultato che volevo è
stato duro, ma è stato anche un passaggio importante per migliorarmi. Il mio
obiettivo più grande è sicuramente arrivare alle Olimpiadi. So che sarà una sfida
difficile e che non è affatto scontato, ma sono determinata. L’impegno è tanto e
ci metterò tutta me stessa per realizzare questo sogno. Prima di una
competizione, cerco di non essere troppo ansiosa. Penso a tutto il lavoro che ho
fatto giorno dopo giorno e mi ricordo che ho dato il massimo, solo così riesco a
gestire l’ansia e ad affrontare la gara con serenità. Un rituale che ho prima di
ogni gara è che è sempre mio padre ad allacciarmi la cintura. Se non è lui, deve
essere il mio maestro e nessun altro. Questo rituale è importante per me perché
mi dà la sensazione che mio padre sia lì con me, sul ring, e che mi stia dando la
forza di vincere. Nei momenti difficili, ciò che mi motiva di più è la mia
famiglia. Il loro supporto è fondamentale per andare avanti. A chi vuole intraprendere una
carriera come la mia, dico che non è mai troppo tardi per iniziare perché se
credi in te stesso e lavori sodo puoi raggiungere qualsiasi obiettivo ti poni. La
perseveranza è la chiave.”


Girolamo Aiello, Davide Galioto e Stefano Scozzari.