I giovani e i libri, dati e realtà di ciò che succede

 

“I giovani di oggi non leggono” “ I ragazzi stanno soltanto al cellulare” 

è vero la maggior parte del tempo noi ragazzi la passiamo davanti agli schermi, ma questo anche gli adulti anche se non lo ammetteranno mai. In fondo alla storia però c’è sempre un “ma”: non è vero che tutti i giovani hanno perso l’interesse nella lettura quanto sono gli adulti coloro che ne stanno perdendo. A confermare ciò sono i risultati dell’Associazione Italiana Editori la quale ha dimostrato che nella fascia dai 10-17 anni la percentuale di ragazzi che legge  è pari, se non superiore, all’85%. 

 

Avete pensato però al perché la restante percentuale non legga? Per quanto i libri possano essere belli esteticamente, brutti, lunghi, corti etc… i ragazzi troverebbero sempre qualcosa di meglio da fare. Alcune giustificazioni che danno al loro rifiuto sono “è meglio vedere il film” o “è da sfigati leggere”. In poche parole la maggioranza si rifiuta di avere come hobby o passione,: leggere solo per la paura di essere giudicato come quello “strano” o anche “troppo studioso”, ma è anche vero che molti di questi parlano della lettura come una cosa brutta quando non hanno mai provato a entrare in questo mondo. 

 

Un’ altra causa di questo degrado è influenzata anche da come vengono educati i ragazzi sia a scuola che a casa. Se sin da bambini vengono educati ad avere sempre il telefono tra le mani o avere uno schermo davanti, appena cresceranno non avranno altro scopo o divertimento se non quello di giocare ai videogiochi. A scuola invece dovrebbero coinvolgere sempre di più gli alunni durante le letture fatte in classe e non assegnare le pagine da studiare e gli esercizi lasciando che i ragazzi si annoino e magari possano arrivare ad odiare la materia di Lettere. Al Al contrario i professori, una volta finita una lettura, dovrebbero chiedere agli alunni cosa ne pensano, cosa cambierebbero o che sentimenti hanno provato. 

La maggior parte di coloro che leggeranno quest’articolo molto probabilmente saranno ragazzi e quindi non voglio annoiarvi con delle parole che avranno sentito e risentito, ma vorrei soltanto farvi staccare da un mondo che è racchiuso in tanti piccoli pixel ed entrare a far parte del mondo reale. Per il mondo reale non intendo quattro mura, venticinque banchi e una lavagna. Per il mondo reale intendo ammirare tutto ciò che ci circonda, stupirsi magari delle cose più stupide e staccare la mente da tutti e da tutto. 

Ritornando alla lettura, il nostro paese, Bagheria, ha deciso insieme alle scuole circostanti di organizzare ogni anno un incontro letterario presso la libreria interno95(https://www.interno95.it/#13)

 lasciando ai ragazzi la libertà di portare libri a loro scelta e raccontare ciò che ha suscitato loro  e lasciato inciso dentro di loro quel libro. Durante questi incontri non solo si può conoscere e ambientarsi in un luogo nuovo, ma conoscere anche nuova gente, non nel senso di conoscersi fisicamente, ma conoscere il carattere e i sentimenti di quella persona. Perché si, da un semplice libro letto, da ciò che piace leggere, si può conoscere una persona. Ovviamente non si conoscerà mai per intero ma per chi legge, i libri sono parte del proprio essere a cui non possono fare a meno. Anche la nostra scuola G. D’alessandro, però ha dato il suo contributo mettendo all’interno dell’istituto una biblioteca accessibile a tutti e facendo ogni inizio anno un mercatino del libro così che nessun libro venga trascurato o buttato.

Ma i libri non sono solo una storiella messa su carta quando “non si ha niente da fare”. I libri sono sogni, fantastiche storie  e soprattutto cultura. La cultura. Quant’è noioso mettersi a studiare sulla scrivania due o tre capitoli di geostoria, che poi neanche ci ricorderemo più. Non è vero ragazzi?. Il grande problema dei ragazzi è che la maggior parte delle volte studiano soltanto per il voto e non per passione. Non ci sarà mai nessuno che farà un approfondimento sulla Grecia, su Giulio Cesare etc… Sono pochi i ragazzi che vogliono davvero approfondire un argomento  ma la colpa non è sicuramente la loro. Beh è vero devono avere anche loro la voglia di studiare per imparare e non per una valutazione. Ma come già detto in precedenza bisogna invogliare loro ad approfondire e a non voler mai staccare gli occhi dal libro. 

Dai focus groups emerge come i Social e le piattaforme sul web siano apprezzate dai giovani perché è possibile selezionare i contenuti, inclusi quelli culturali, in modo rapido e sulla base delle preferenze personali. Inoltre, la fruizione è aggiornata quasi in tempo reale, con contenuti brevi e immediati. Senza dimenticare che i Social permettono anche l’interazione e la creazione di una community online.  YouTube e Google restano strumenti consolidati per ricerche più approfondite, ma sono apprezzati anche Instagram e TikTok. Quindi gli stessi ragazzi affermano che loro si acculturano, si, ma attraverso il mondo dei social. 

 

Giorgia Tantillo