Giorgia Cuffaro, addio allo sci nautico dopo il podio europeo

Piccoli campioni a Scuola
Continua la rubrica iniziata con l’articolo relativo alla studentessa Giorgia Cuffaro
appuntamento speciale con Giorgia Cuffaro.
Giorgia Cuffaro racconta il suo viaggio nello sci nautico, dalle prime paure da
bambina ai trionfi internazionali, fino alla decisione di fermarsi per ritrovare
se stessa e la serenità. Un percorso di sacrifici, successi e crescita personale.
Giorgia Cuffaro
Giorgia Cuffaro dichiara: “All’età di 4 anni, controvoglia, ho iniziato a
frequentare un campus estivo di un amico di mio nonno. Dopo qualche giorno,
mi convinse a provare a sciare. Nonostante avessi paura dell’acqua, decisi di
provarci ugualmente  e quella fu la scelta che mi fece scoprire la passione per
lo sci nautico.


Qualche anno dopo, quando cominciarono a complimentarsi con me per la mia
determinazione, a 8 anni iniziai a fare qualche gara in provincia, ottenendo i
primi successi uno dopo l’altro. Fu allora che capii che avrei potuto ottenere
qualcosa da questo sport.
Quando ho iniziato, non avevo nessun modello di riferimento, ma solo tanta
voglia di sciare. A 9 anni, però, conobbi Giulia Maggiore, una ragazza di 18
anni che faceva parte della mia squadra. Nonostante non fosse la più brava,
veniva sempre agli allenamenti e dava sempre il massimo. A 9 anni, fu proprio
lei che mi avvicinò tanto, spingendomi quasi ad ammirarla.
Dopo scuola, alle 14:30, andavo subito al lago di Caccamo con il mio
allenatore e la mia squadra e restavamo lì fino a quando non calava la luce.
Durante l’estate, invece, passavamo giornate intere al lago di Caccamo o in
altri laghi d’Italia, sia per allenamenti che per gare nazionali ed europee. In
inverno, in caso di maltempo, facevo preparazione aerobica con un’istruttrice,
mentre d’estate, allenandomi quasi ogni giorno, non ne avevo bisogno. Tutto
era sempre affiancato da un’alimentazione attenta. Per me, la preparazione
mentale era molto più importante e difficile di quella fisica. I periodi più
difficili sono stati quelli degli Europei e di altre gare importanti. Il mio
allenatore e i miei genitori mi affiancavano e mi sostenevano in ogni momento.
Mia madre, che è sempre stata molto attenta e premurosa, mi aiutava spesso a
seguire gli allenamenti e a mantenere una dieta equilibrata, ma che mi lasciasse
anche la libertà di essere giovane.


Nel mio allenamento, c’erano molte cose che mi piacevano, ma una che odiavo
in particolare erano i salti mortali. Nonostante fossero adrenalinici, erano
davvero difficili. Dopo un grave infortunio, però, sono riuscita a vincere gli
Europei in Grecia. Questo grave infortunio, uno strappo muscolare al tricipite
che mi fermò per un mese e mezzo e una lussazione alla spalla, non mi impedì
di arrivare seconda agli Europei del 2024. Le gare più difficili sono sempre stati
gli Europei, soprattutto a livello emotivo. Ne ho affrontati ben tre, e posso dire
che sono stati una grande prova per me stessa. Ero sempre molto tesa, ma allo
stesso tempo sicura di me stessa. Se ero lì a gareggiare, era perché sapevo di
poter vincere. Nonostante tutto, però, la voce di mia nonna era la cosa che più
mi riusciva a rilassare.
Non ho mai avuto un vero e proprio rituale, ma cercavo sempre qualcosa che mi
caricasse  e cosa poteva esserci di meglio della musica? Ascoltare musica
prima delle gare è diventata una routine per me.
Ho affrontato tante difficoltà, ma avendo vinto molte gare, pensavo sempre alla
strada che avevo percorso e a tutto ciò che avrei ancora potuto fare. Penso che
non ci sia niente di più motivante che avere fiducia in se stessi. Alle nuove
generazioni dico: impegnatevi, siate costanti e praticate uno sport che vi
piaccia, che non vi crei problemi, ma che, al contrario, vi aiuti a sfogarvi. Se
uno sport diventa uno sforzo mentale che ci fa stare male, è meglio cambiare.
Da circa un anno non faccio più sci nautico. Crescendo, sono cambiate tante
cose, comprese le mie ambizioni, che purtroppo non combaciavano più con
quello sport. Ho sempre preteso tanto da me stessa, a volte stressandomi
inutilmente. Anche se di tanto in tanto sento un po’ la mancanza, ho ritrovato la
serenità che avevo perso, e soprattutto tempo: tempo per me stessa, per i miei
amici e per quello che mi piace fare. Sarò sempre grata a questo sport, che mi
ha donato tante emozioni, che non so se riuscirò a ritrovare in qualcos’altro.
Ma più di tutto, mi ha dato la consapevolezza che i sacrifici vengono ripagati
con il tempo.”
Girolamo Aiello Davide Galioto e Stefano Scozzari.